Pubblicità

E SE UN MARITTIMO DECIDESSE DI LAVORARE A TERRA?

Secondo un recente sondaggio BIMCO circa l’80% dei marittimi, dopo circa 10-15 anni trascorsi in mare, vorrebbe trovare un lavoro a terra. Diverse sono le motivazioni tra cui :avvicinarsi a casa e stare più vicino alla famiglia.Lavorare a terra può essere uno stimolo ad imparare cose nuove, conoscere nuove persone senza rinunciare agli affetti di casa. Stando alle indagini fatte solamente il 23% dei marittimi riesce in questo intento. Perchè risulta difficile re inventarsi a terra? Il personale di macchina sicuramente ha più possibilità di potersi inserire negli uffici grazie alla sua conoscenza tecnica specifica. Molti ufficiali di macchina diventano ispettori ( di compagnia o di registri navali), oppure riescono ad entrare nei bacini di riparazioni navali. Anche il mondo delle consulenze tecniche necessita dell’esperienza dei direttori . Per quanto riguarda l’hotel, quindi i commissari di bordo, la loro esperienza nella gestione e nell’accoglienza di migliaia di passeggeri ogni giorno, è spesso molto richiesta dagli alberghi e strutture ricettive in generale. Essi spesso riescono a convertirsi anche come “port agents” ovvero lavorare nelle agenzie che forniscono tutto il supporto logistico e burocratico alla nave durante la sosta in porto. Anche i maitre sono molto apprezzati nei ristoranti sulla terraferma (provvedere a 3000 coperti per 3 pasti al giorno non è facile!).Diverso è invece il discorso per la coperta.Comandanti e primi ufficiali che cercano di “sbarcare” in modo definitivo riscontrano più difficoltà. Molti di loro cercano di entrare nelle corporazioni dei piloti del porto, degli ormeggiatori o nelle società di rimorchio.Queste professioni( ben remunerate) però, sono molto limitate e non accessibili a tutti. Il comandante d’armamento, una volta figura molto importante all’interno della compagnia di navigazione, oggi di fatto non esiste quasi più. Spesso impiegati senza alcuna esperienza di bordo gestiscono gli equipaggi. I marittimi di coperta che iniziano a lavorare a terra devono fare anche i conti con una drastica riduzione dello stipendio( impensabile percepire la stessa paga di bordo, a meno che non si ricopri un posto da dirigente).Questa riduzione salariale è uno dei principali motivi per cui tanti non riescono a scendere dalle navi. Un altro fattore penalizzante è il fatto che in Italia non vi sono marittimi laureati (sono pochissimi)e il titolo universitario è diventato ormai indispensabile per un eventuale colloquio di lavoro. La sensazione in generale è che l’esperienza di bordo ormai non venga più considerata come un valore aggiunto, come qualcosa che non si possa imparare all’università. Eppure gli equipaggi potrebbero apportare un contributo significativo alle aziende marittime( sopratutto in fatto di esperienza operativa).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.